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[LEP] Un NO alla censura nei cartoni!

LA CENSURA vs LUPIN III

A.D.A.M. Italia - Associazione Difesa Anime e Manga
Attualmente l'indirizzo prevalente, da parte dei responsabili di un network televisivo, è quello di autoattribuirsi un arbitrario diritto di censura in nome della difesa dei minori, uno stratagemma che rende possibile trasformare completamente una serie animata attraverso l'abile utilizzo di quattro tecniche che ne minano l'originalità ed il senso generale voluto dall'autore:
  1. taglio e rimontaggio di interi episodi,
  2. modifica o sostituzione di nomi, dialoghi e colonne sonore originali,
  3. alterazione della normale e logica successione degli episodi
  4. e soprattutto eliminazione di qualsiasi riferimento alla cultura orientale.

La censura nei confronti di Lupin è stata effettuata con queste e altre modalità da Mediaset (alias RTI, alias Fininvest):

  • Le sigle: le sigle iniziali e finali, sia delle serie TV che dei Film e dei TV Special sono state cancellate e sostituite con l'orrenda sigla made by A.V.M. e C.D.A..
  • E' stato stravolto l'ordine di trasmissione originale e sono stati cambiati i titoli deli episodi.
  • Tutte le scene con pò di violenza (sangue ect.) sono state sostituite con dei "fermo-immagini" e/o tagliate.
  • Tutte le scene con un pò di sensualità o qualche breve scena di nudo femminile sono state sostituite con dei "fermo-immagini" e/o tagliate.
  • Il doppiaggio è stato rifatto e sono stati cambiati tutti i dialoghi che contenessero un linguaggio "adulto".
  • Sono state cancellate tutte le inquadrature che contenessero ideogrammi giapponesi in sovraimpressione (sia nelle sigle che all'interno dei video).
  • Sono state cancellate alcune BGM all'interno delle serie tv e dei film.
  • Alcune videocassette in commercio con la scritta "Edizione Integrale" sono poi in realtà edizioni censurate (per esempio: "Lupin III - Il segreto di Twilight Gemini").
  • Hanno cambiato sesso al personaggio gay chiamato Sadachiyo (da "Lupin III - Il segreto di Twilight Gemini"), da uomo a donna, quindi i tutti i dialoghi riguardanti la sua omosessualità sono stati cambiati di conseguenza.
  • Usano titoli ridicoli per la trasmissione televisiva: es: "Lupin III - Ruba il dizionario di Napoleone" in Italia è diventato: "Lupin III - Il tesoro degli avi" e nella versione televisiva: "L'impero dei Lupin", oppure: "Lupin III - Zantetsu-ken s'infiamma" in Italia:"Lupin III - Il mistero del dragone" e in TV: "Lupin - Il tesoro del Titanic", oppure: "Lupin III - Il segreto di Twilight Gemini" in Italia:"Lupin - Il diamante Penombra" e in TV: "Lupin III - Una cascata di diamanti".
  • Gli adattamenti sono penosi, sia per la pessima traduzione dei dialoghi che per il sonoro, il suono infatti è in Hi-Fi mono invece di Hi-Fi stereo (come è scritto invece nelle videocassette), e pensare che in Giappone è sempre in Dolby Surround se non Dolby Digital 5.1.
  • La coerenza non appartiene a Mediaset, infatti: per "Lupin III - Il virus Beta" la versione in cassetta è stata censurata, quella trasmessa nell'ottobre 1999 da Italia1 era senza censure; e anche "Lupin III - Il mistero di Hemingway" la versione in cassetta è stata duramente censurata, quella trasmessa il 15 ottobre 2000 da Italia1 era senza censure e, cosa veramente eccezionale per Mediaset, pure le sigle originali giapponesi non sono state eliminate.
  • Per dovere di cronaca: RTI, Fininvest, Bim Bum Bam Video, Penta Video, Medusa Video, Medusa Home Entertaiment sono le società che hanno distribuito in tv e/o in video il cartone di Lupin III e sono tutte controllate dal (o confluite nel) gruppo Mediaset.
Inoltre non tutti sanno che la maggior parte delle serie animate giapponesi non sono infatti prodotti indirizzati al mondo dell'infanzia ma opere specificatamente pensate e realizzate per un pubblico giovanile identificabile in una fascia di età compresa tra i 15 e i 30 anni: il nocciolo della questione riposa quindi nelle errate scelte di programmazione televisiva che per motivi strettamente economici riservano alle varie serie d'animazione giapponese fasce orarie in netto contrasto con l'originale spirito dell'opera. I tagli e le censure che risultano conseguentemente necessarie violano non soltanto il diritto d'autore ma la stessa libertà del telespettatore di vedere l'opera nella versione integrale cui gli autori hanno dedicato mesi, più spesso anni, del proprio lavoro.