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Storia di Lupin III

Introduzione

Nell'affollato panorama dell'animazione nipponica non sono rari i personaggi che godono, o hanno goduto, dell'attenzione e del favore del pubblico per lunghi periodi. Doraemon è forse l'esempio più calzante. Vera e propria icona, ha travalicato i confini strettamente artistici nei quali era contenuto, diventando un simbolo riconosciuto, quasi universale, utilizzato in mille occasioni, persino nei francobolli, ma soprattutto come testimonial pubblicitario per gelati, stampanti, sedie, salsicce, telefoni, cioccolato. Persino una ditta di trasporti.
Ma è ancora più comune il felice destino di altre figure: puro e semplice successo per anni ed anni. Gli esempi sono facili e numerosi.
C'è però un personaggio che è andato oltre tutto questo, e che da più di 30 anni vanta un seguito davvero straordinario e una costante produzione. Un personaggio che non ha cambiato di una virgola le proprie caratteristiche, tra l'altro continuando a vestirsi in giacca e cravatta. Un personaggio quasi venerato in Giappone, ma anche in Italia e nel resto del mondo. Un personaggio votato al furto! Un personaggio che non necessita di presentazioni. Per fortuna.
Chi non conosce Lupin III alzi la mano, che gliela tagliamo.

Tanto per ricordarlo, Lupin è un ladro dalle innumerevoli e incredibili abilità, ricercato dalla polizia di tutto il mondo. È agile, dal fisico asciutto, maestro nei travestimenti e in grado di ideare furti geniali. Non scampa, però, all'impressione di stupidità che spesso trasmette a chi non lo conosce. Soprattutto quando si trova davanti una bella ragazza, ed immancabilmente sbava e perde la testa. Lupin sembrerebbe nato in Giappone, ma lui stesso afferma di "aver ricevuto il primo bagno nelle acque gelide della Senna". Del resto suo nonno era francese, ed ha istituito il premio più ambito dai ladri del globo, il "Lupin d'Oro", che, manco a dirlo, è sempre suo nipote a vincere. Lupin è allergico al polpo, la sua pistola è una Walther P-38, e guida di solito una Mercedes Benz SSK del 1928 (e sue varianti), appartenuta, pare, anche ad Hitler, ed in grado di raggiungere i 300 km/h. Ma spesso è al volante anche di una scattante Fiat 500.

Il compagno d'avventure "storico" di Lupin è Daisuke Jigen. Taciturno, accanito fumatore, sospettoso nei confronti delle donne (ma non totalmente immune dal loro fascino, sia chiaro), Jigen è un pistolero fenomenale. Con la sua S&W M19 Combat Magnum spara "prontamente, efficacemente e a caso". Senza sbagliare mai. Importantissimo per lui è il cappello, costantemente calato sugli occhi, col quale si aiuta a prendere la mira.

Lupin stravede per la maggior parte delle (belle) ragazze, ma solo di una è sinceramente innamorato: Fujiko Mine. Sfortunatamente lei è l'egoismo personificato, e si serve della bellezza ed abilità di cui è dotata per raggiungere i propri scopi, ovvero soldi e gioielli. Truffa, ricorre al doppio gioco, raggira Lupin per ottenerne l'aiuto e prontamente lo scarica senza tanti pensieri. Spesso le va male e riceve sonore lezioni dallo stesso Lupin, che, però, ha la memoria corta. La storia si ripete costantemente: lei chiede e lui cade ai suoi piedi, esasperando Jigen e Goemon. Fujiko è dotata di notevole fascino e forza. Spara con una Browning M1910 e guida una Kawasaki, due Harley-Davidson e una Austin Mini.

Il secondo socio di Lupin è Goemon Ishikawa, un samurai discendente da un'antica famiglia dedita al furto nel corso dei secoli. Goemon Ishikawa XIII, di religione shintoista, è calmo, riflessivo, odia le donne (ma anche per lui vale il discorso di Jigen, vedi il 4° film), ascolta unicamente musica tradizionale giapponese e mangia solo cibo "nazionale". La sua particolarità è la spada che possiede: una Zantetsuken ereditata dai suoi padri, capace di tagliare qualsiasi cosa con estrema facilità e nei riflessi della quale coglie i cattivi presagi.

A completare la rosa dei personaggi, l'antagonista per eccellenza di Lupin: Zenigata. Dapprima membro della Metropolitan Police di Tokyo, quindi Ispettore Capo dell'ICPO, Koichi Zenigata è goffo, incapace, ma oltremodo onesto e rispettoso della legge. Ha come unico scopo nella vita l'arresto di Lupin e lo insegue da talmente tanto tempo, e in tutti gli angoli del mondo, che ormai non può fare a meno di lui. Ed è chiaro che se riuscisse ad acciuffarlo verrebbe meno la principale spinta vitale della sua esistenza. Tuttavia, questo è un pericolo che non corre: la sua è una caccia destinata ad essere eterna e infruttuosa. Lupin, infatti, dopo averlo puntualmente coinvolto in una delle sue avventure, riesce immancabilmente a sfuggirgli. Lo chiama affettuosamente papà Zenigata o Zazà (Tottsuan, in Giappone). Arma: Colt Government 1911 A1.

Il Manga

E' il 10 agosto del 1969 che Lupin III fa il suo debutto, sulle pagine di Action, una rivista settimanale della Futabasha. Il suo autore è Kazuhiko Kato, un mangaka nato ad Hokkaido nel 1937, che diventerà famoso col nome d'arte di Monkey Punch. Kato, che prima di diventare disegnatore lavora come addetto ai raggi X al Kushiro Red Cross Hospital, non crea un personaggio ex novo, ma si rifà al protagonista dei racconti e romanzi di Maurice Leblanc, molto amato in Giappone: Arsène Lupin. Il suo Lupin altri non è che il discendente del celebre ladro gentiluomo, ovvero suo nipote.
Il tratto di Monkey Punch è fresco, dinamico e accattivante, e le storie che crea avvincenti, già in linea con quello che Lupin sarà in futuro. Date le ricorrenti allusioni sessuali, il manga è rivolto in particolare ad un pubblico adulto, più precisamente agli universitari. Ma, esattamente per lo stesso motivo, è tra i liceali che suscita il maggior entusiasmo.
La prima serie cartacea di Lupin andrà avanti per cinque anni, sino alla fine dell'aprile 1972. Il 23 giugno 1977 Monkey Punch metterà mano alla seconda, col risultato di far raddoppiare le vendite di Action. La sera dell'uscita della prima di queste nuove puntate, in tutta Tokyo è impossibile trovare una sola copia della rivista. Quattro anni dopo, nel maggio del 1981, la conclusione. Nell'episodio intitolato Kanketsuhen (Capitolo Finale), Lupin, assieme ai suoi compagni, si ritrova su un isolotto deserto, che esplode davanti ad un attonito Zenigata. A galla sull'acqua rimangono una fondina, una pistola, una spada ed un reggiseno. Ma non è da escludere l'ennesima trovata di Lupin, seguita da una delle sue solite fughe rocambolesche. E' infatti lo stesso Monkey Punch a vagheggiare la promessa di un seguito. Nel numero successivo di Action appare un episodio a sorpresa, con un giovanissimo Lupin alle prese con Zenigata, già adulto sprovvisto però di impermeabile e cappello.
In effetti, la terza serie dei manga di Lupin viene alla luce, ma solo nel 1997. Monkey Punch ne è solo il curatore, perchè a disegnarla è un mangaka di nome Shusay su testi di Satozumi Takaguchi. Le storie ricalcano le serie TV, ed il tratto è ispirato alla prima ed a Cagliostro. Sono apparse su Weekly Manga Action e su Action 2.
Masatsuki Yamakami, si occupa invece della nuova serie, partita nel 1998, e attualmente serializzata sempre su Weekly Manga Action. Caratteristica di Yamakami è il tratto simile al Lupin della seconda serie, e il ricorso frequente a scene di nudo.

Le Serie TV

Il passaggio al video, per Lupin, avviene nel 1969, con la realizzazione di un film pilota atto a saggiarne le potenzialità in animazione. In meno di 13 minuti vengono introdotti i personaggi che poi fuggono alla loro maniera dal solito Zenigata. I disegni originali sono di Tsutomu Shibayama, che assieme al grande Yasuo Otsuka cura anche l'animazione generale. La regia invece è di Masaaki Osumi. Monkey Punch si limita a seguire a distanza. Il prodotto è però fedelissimo al manga. E coglie nel segno.

Due anni dopo, infatti, la A Production e la Tokyo Movie producono la prima, mitica e insuperata serie animata di Lupin, Rupan Sansei (Kiuu) [(Lupin III, (vecchio)], per un totale di 23 episodi che vengono trasmessi dal 24 ottobre 1971 al 26 marzo 1972 sulla YTV (Yomiuriterebi) di Osaka. La regia è di Masaaki Osumi per i primi 8 episodi, quindi del geniale duo Hayao Miyazaki/Isao Takahata per i restanti 15. Il character design è opera di Yasuo Otsuka, che viene impegnato anche come supervisore generale ai disegni e coordinatore degli sceneggiatori Tadaaki Yamazaki, Kyoshi Miyata, Atsushi Yamatoya, Tooru Sawaki, Seiji Matsuoka, Kazuichi Tsurumi, Mon Shichijoo, Sunichiroo Koyama e Tatsuo Tamura. Gli episodi derivano spesso dal manga, del quale però non conservano, vista la variegata tipologia del pubblico televisivo, i riferimenti sessuali più spinti. I disegni invece sono sempre più distanti dallo stile del fumetto, ma presentano una grande accuratezza. I colori sono volutamente smorzati, l'animazione (per il periodo) di ottima qualità, in particolare negli episodi in cui la mano di Miyazaki emerge prepotentemente. Rispetto alle serie successive, Lupin, che indossa la giacca verde, è più "serio" (da cogliere l'accezione del termine in riferimento a Lupin), anche per via del tono spesso realistico delle vicende. Manca, per intenderci, l'esasperato e paradossale senso comico del Lupin futuro, che per certi versi rappresenterà un suo limite. Una curiosità: tra i personaggi di sfondo sono presenti, sotto forma di caricatura, i membri principali dello staff.

La serie non ha molto successo, e passano ben cinque anni prima che si arrivi alla seconda. Il 3 ottobre 1977, quattro mesi dopo l'avvio della seconda serie del manga, sulla NTV parte Shin Rupan Sansei (Il Nuovo Lupin). La serie, di ben 155 episodi, è prodotta da Yutaka Fujioka, presidente della TMS e va in onda sino al 6 ottobre 1980. Gli sceneggiatori sono Tadaaki Yamazaki, Atsushi Yamatoya, Yutaka Kaneko, Kyoshi Miyata, Noboru Shiroyama, Mamoru Konno, Ichiro Okamoto, Kazuyuki Sugi. Del character design e dell'animazione si incaricano Takeo Kitahara, Ryu Asakura e altri disegnatori dei vari staff chiamati a partecipare. Otsuka interviene solo in alcuni episodi, per via del suo impegno nella realizzazione del film sul ladro che Hayao Miyazaki sta nel frattempo realizzando. Miyazaki stesso dà però una mano al suo vecchio maestro. I registi sono Yasumi Mikamoto, Shigetsugu Yoshida, Noboru Ishiguro, Kyosuke Mikuriya che da solo dirige ben 79 episodi. Da segnalare ancora Hayao Miyazaki, che mette mano, come sceneggiatore, regista e storyboarder solo a due episodi, realizzando però, di gran lunga, i migliori di tutta la storia di Lupin. Sono i celebri 145 Shi No Tsubasa Arubatorosu (Albatros Le Ali Della Morte) e 155 Saraba Itoshiki Rupan Yo (Farewell Beloved Lupin, I Ladri Amano La Pace, nella traduzione italiana), vere e proprie gemme animate, dall'animazione fluida e i colori brillanti. Puro Miyazaki-style, ovvero qualità assoluta.
Data la lunghezza della serie, Lupin ha modo di esibire tutto il suo potenziale e di definire quelle che sono le sue caratteristiche finali. E' più dinamico e divertente, ed è impegnato in vicende molto più fantasiose e incredibili, di frequente in giro per il mondo. Gli altri personaggi hanno più spazio e occasione di essere in primo piano. Non si discostano molto dal loro precedente profilo, ad eccezione di Fujiko. Lei cambia radicalmente, e pur rimanendo la solita doppiogiochista, acquista più remissività e dolcezza, e partecipa più spesso e attivamente ai colpi della banda. Graficamente il cambiamento è ancora più profondo, e aggiunto al nuovo nome che i nostri adattatori le attribuiscono, genera una certa confusione negli spettatori italiani. Quindi, una volta per tutte: Margot è Fujiko Mine (pronunciato così come si scrive, e non all'inglese. Altra nota: Fujiko = Fugico).
Dal lato tecnico, l'animazione è quasi sempre buona ed i colori decisamente più brillanti rispetto alla prima serie. Lupin sfoggia la giacca rossa.

Nel 1982 la TMS avvia Lupin Hassei (Lupin VIII), una serie incentrata sui discendenti di Lupin & co. nella Parigi del 22° secolo, per la regia di Taro Rin, la sceneggiatura di Yutaka Kaneko ed il character design di Shingo Araki. Per problemi di produzione la serie viene purtroppo interrotta.

Due anni dopo, nel 1984, la TMS e Tadahito Matsumoto producono Rupan Sansei Part III, la terza serie del nostro amato ladro. I 50 episodi vanno in onda su YTV dal 30 marzo 1984 al 28 settembre 1985. I registi sono Yuzo Aoki, Shigetsugu Yoshida, Tsuyumitsu Ogiwara, Osamu Nabeshima, Hajime Kanegaki, Kenji KodamaSaburo Hashimoto, Tesutomu Hida. Yuzo Aoki, assieme a Tatsuo Yanagino, il grande Shingo Araki e Hidetoshi Owashi, si occupa anche del character design. Gli sceneggiatori sono Atsushi Yamatoia, Yutaka Kaneko, Toshimichi Ookawa, Seijun Suzuki, Katsuyuki Nakamura, Hiorshi Kashiwabara e Yasushi Hirano. Le trame seguono lo stile della serie precedente, mentre la caratterizzazione dei personaggi diventa più surreale, estremizzando le caratteristiche somatiche presenti nel fumetto, come ad esempio il mento e la fronte spropositati. I colori sono freddi, e l'animazione di certo non eccellente. A mio parere la serie peggiore, anche per la nuova giacca di Lupin: rosa!

I Film e i TV Special

A partire dalla fine degli anni settanta Lupin si è confrontato anche sulla lunga distanza, e da allora numerosi sono stati i lungometraggi cinematografici e non, e gli special televisivi a lui dedicati.

Il primo film esce il 16 dicembre 1978 in uno dei più importanti cinema di Tokyo, e si intitola semplicemente Rupan Sansei. In seguito gli vengono attribuiti vari sottotitoli tra i quali Mamo No Ichien (La prima copia di Mamoo) e Vs. Fukusei Ningen (Contro L'Uomo Immortale), mentre in Italia è conosciuto sia come Le Avventure Di Lupin III, che come Lupin III - La Pietra Della Saggezza. Produce la TMS, per la regia di Sooji Yashikawa, autore, in coppia con Atsushi Yamatoya, anche della sceneggiatura. Il character design è di Yuzo Aoki ed il layout di Tsutomu Shibayama. Lupin è alle prese con Mamoo, un essere che tenta di sottrargli, aiutato da Fujiko, la pietra che il nostro eroe ha trafugato da una piramide. La pietra custodisce il segreto dell'immortalità, e Mamoo vuole servirsene (manco a dirlo) per soggiogare l'umanità. Lupin e Fujiko scoprono che Mamoo altro non è che un gigantesco cervello, e l'uomo deforme che lo rappresenta un clone, creato nei laboratori segreti della sua isola. Mamoo tenta la fuga con un missile, che esplode grazie alla carica esplosiva che Lupin ci ha piazzato dentro. Prima del film gli spettatori assistono alla proiezione del pilota del 1969, per l'occasione rifotografato in cinemascope e ridoppiato.

Il 15 dicembre 1979 è la volta di Rupan Sansei - Kariosutoro No Shiro (Lupin III - Il Castello Di Cagliostro, idem in Italia), che arriva nei cinema nipponici dopo il successo ed un premio al Festival di Cannes. La produzione è dello Studio Telecom per Yutaka Fujioka, la regia e la sceneggiatura (questa con Haruya Yamazaki) sono del più grande di tutti: Hayao Miyazaki, che in veste non ufficiale cura anche l'animazione ed il character design assieme a Yasuo Otsuka, il quale ricopre il ruolo di supervisore e capo delle animazioni.
Questa la trama: dopo un colpo in un casinò, dagli esiti poco soddisfacenti, Lupin e Jigen si recano nel piccolo Principato di Cagliostro, sulle tracce del falsario (e soprattutto dei suoi clichè) responsabile del denaro falso (e inutile) da loro appena trafugato. Qui si imbattono e soccorrono una ragazza in fuga da loschi figuri. Lei però scappa via prima che possano parlarle. Ma Lupin l'ha già incontrata, dieci anni prima. Allora lui era un ladro ancora inesperto e lei solo una bambina. La ritrova cresciuta e promessa sposa, contro la propria volontà, al malvagio conte di Cagliostro. Le mire del conte sono rivolte all'anello di Clarice, che incastrato in quello che già possiede rivelerà un inestimabile tesoro nascosto. Lupin salva Clarice, ma non solo: inseguito da Zenigata, fa in modo che l'ispettore ed il mondo intero scoprano quale nefasto potere sotterraneo, tramite la circolazione mirata del denaro falso, il Principato abbia esercitato nel corso dei secoli: persino la sconfitta di Napoleone e la crisi del '29 sono imputabili ai Cagliostro! Per finire Lupin scopre la natura del tesoro: una città romana sepolta nelle acque trattenute dalla diga dietro il Principato. Fujiko, dal canto suo, mette le mani sui preziosi clichè. Finale con Lupin che saluta una malinconica Clarice.
Considerato quasi unanimemente il miglior Lupin di sempre, Il Castello Di Cagliostro merita pienamente questo giudizio. Miyazaki ha da vita ad un Lupin dai tratti più giovanili, più misurato ma innegabilmente fedele a se stesso, che si muove in una vicenda a dir poco mozzafiato. Grandissima trama con profusione di inseguimenti spericolati, arrampicate vertiginose, salti nel vuoto e così via. E con una componente poetica che arricchisce la già sfaccettata dimensione lupinesca. Il tutto animato in maniera sublime: il tratto morbido di Miyazaki e Otsuka è perfetto per le animazioni fluide e velocissime proprie del regista, che qui da fondo a tutta la sua maestria. Un esempio: l'inseguimento iniziale, con la 500, auto di cui Miyazaki ed Otsuka sono da tempo estimatori, e alla quale non rinunciano nemmeno in quest'occasione. Bellissimi anche i colori, nitidi e luminosi, ed i fondali, riccamente particolareggiati, altro punto di forza miyazakiano. C'è bisogno di dirlo? DA VEDERE. Per la storia Miyazaki e Haruya Yamazaki si ispirano a due romanzi di Leblanc, La Contessa Di Cagliostro (1923) e La Signorina Dagli Occhi Verdi (1926). Nel primo incontriamo Clarice, nel secondo Arsène Lupin scopre un'antica città sommersa. Altro riferimento è un film d'animazione del regista francese Paul Grimault, La Bergère Et Le Ramoneur del 1952, poi rigirato nel 1979 col titolo Le Roi Et L'Oiseau.

Il 13 luglio 1985 vede l'uscita di Rupan Sansei - Babiron No Oogon Denzetsu (Lupin III - La leggenda dell'oro di Babilonia), una produzione Yutaka Fujioka e TMS. La regia è di Seijun Suzuki e Shigetsugu Yoshida, la sceneggiatura di Yoshio 'Gizo' Urasawa e ancora di Atsuya Yamatoya, ed il character design di Yuzo Aoki, Tatsuo Yanagino e Hidetoshi Owashi. Stavolta Lupin è alla ricerca del leggendario oro di Babilonia, che pare sia nascosto nel sottosuolo di New York. Suo antagonista il boss mafioso Marciano. Nel finale il nostro eroe porta via il tesoro addirittura ad una bellissima extraterrestre, che per tutto il film si era celata sotto le sembianze della vecchia Rosetta.

Il film successivo debutta il 26 dicembre 1987, e pur essendo un lungometraggio, si tratta di un OAV: Rupan Sansei - Fuma Ichizoku No Inbo (Lupin III - L'Intrigo Della Famiglia Fuma, in Italia Lupin III - La Cospirazione Dei Fuma), prodotto da TMS e Kooji Takeuchi, con la regia di Masayuki Oseki, la sceneggiatura di Makoto Naitou ed il character design nuovamente di Otsuka (che tra l'altro non abbandona la 500). La storia inizia dove il manga si era fermato, con Zenigata che crede morti Lupin e la banda. Li ritrova invece, e più in forma che mai, alla ricerca di un tempio d'oro e lanciati a salvare Murasaki, la promessa sposa di Goemon. Dopo Cagliostro, a mio avviso, il miglior film di Lupin, con un eccellente disegno e fondali dalle bellissime tonalità pastello.

Gli ultimi tre film sono invece più recenti. Rupan Sansei - Kiutabare! Nostradamusu (Lupin III - Và All'Inferno Nostradamus, titolo italiano: Lupin III - Le Profezie Di Nostradamus) esce il 31 marzo 1995 ed è prodotto dallo Studio Telecom della TMS, lo stesso del Castello Di Cagliostro. Per questo motivo può vantare un disegno davvero bello, che lo rende uno dei migliori film della serie. La regia è di Shumya Ito, la sceneggiatura dello stesso Ito affiancato da Hiroshi Kashiwabara. In quest'avventura Lupin deve vedersela con un miliardario di nome Douglas, possessore del libro di Nostradamus, e con una setta che prende nome dal veggente stesso, che ne rapisce la figlia Julia, con l'intenzione di impossessarsi del libro. Ma anche a Lupin fa gola, e parecchie saranno le sue peripezie nel tentativo di arrivare alla cassaforte che lo custodisce, posta nel 200° piano del palazzo di Douglas, l'Earth Building. Non ultima la sua permanenza in una terribile prigione della setta. Lo scontro finale è inevitabilmente dentro la cassaforte, della quale Julia è una sorta di chiave. Il gigantesco palazzo crolla, i capi della setta muoiono e Lupin salva Julia. Per poi scoprire che il libro di Nostradamus è stato pasticciato a dovere dalla bambina. Alla fine del film appare una dedica a Yasuo Yamada il doppiatore ufficiale di Lupin, morto in Giappone, per emorragia cerebrale, il 19 marzo 1995: "A Yasuo Yamada, eterno Lupin III: grazie".

Rupan Sansei - Dead Or Alive (Lupin III - Dead or Alive, per noi Lupin III - Trappola Mortale), esce il 20 aprile 1996 ed è l'ennesima produzione TMS. La regia è dello stesso Monkey Punch, la sceneggiatura ancora di Hiroshi Kashiwabara. Stavolta Lupin si trova nella repubblica di Zufu, alla ricerca di un tesoro nascosto in un'isola artificiale, sorta attorno al relitto di una vecchia portaerei. Dovrà affrontare il despota colonnello Kubikai ed i suoi uomini, ma anche il temibile meccanismo a protezione dell'isola, la Nanomachine. In un vorticare di colpi di scena e travestimenti (Lupin sin quasi alla fine assume le sembianze del figlio del vecchio re deposto, da tutti creduto morto ed effettivamente morto davvero) la banda arriva comunque a spuntarla. Fujiko riesce a trasformare in oro i vari Nanomachine, e Lupin mette le mai sullo stesso colonnello, anch'egli trasformato in oro e tagliato in due dalla spada di Goemon.

Per l'ultimo film ancora poche informazioni: è un OAV datato 2002, dal titolo Rupan Sansei - Ikiteita Majutsushi - Return of Pycal (Lupin III - Il Mago è ancora vivo - Return of Pycal).

Per quanto riguarda gli speciali, cioè film televisivi, Lupin è talmente famoso che a partire dall'89, ogni anno ha visto la realizzazione di uno special, i primi due affidati ad un grande come Osamu Dezaki. Per cui ecco il semplice elenco con i vari titoli (il secondo di quelli italiani si riferisce alla versione televisiva, andata in onda su Italia 1). In tutti la giacca di Lupin è quella rossa.

1989 Special 1: Rupan Sansei - Ribattii Kiki Ippatsu! (Lupin III - Bye Bye Libertà! Scoppia la crisi!)

1990 Special 2: Rupan Sansei - Heminguuei Peepaa No Nazu (Lupin III - Il mistero delle carte di Hemingway)

1991 Special 3: Rupan Sansei - Naporeon No Jisho Wo Ubae (Lupin III - Ruba il dizionario di Napoleone)

1992 Special 4: Rupan Sansei - Roshia Yori Ai Wo Komete (Lupin III - Dalla Russia con amore)

1993 Special 5: Rupan Sansei - Rupan Ansatsu Shirei (Lupin III - Ordine di uccidere Lupin)

1994 Special 6: Rupan Sansei - Moeyo Zantetsu Ken (Lupin III - Spada Zantetsu, infuocati!)

1995 Special 7: Rupan Sansei - Harimao No Zaiho Wo Oe!! (Lupin III - All'inseguimento del tesoro di Harimao)

1996 Special 8: Rupan Sansei - Towairaito Jemini No Himitsu - The Legend Of Twilight Gemini (Lupin III - Il segreto di Twilight Gemini - The Legend Of Twilight Gemini)

1997 Special 9: Rupan Sansei - Warusa P38 - In Gedenken An Die Walther P38 (Lupin III - Walther P38 - A ricordo della Walther P38)

1998 Special 10: Rupan Sansei - Honou No Kyoku - Tokyo Crisis (Lupin III - La memoria della fiamma - Tokyo Crisis)

1999 Special 11: Rupan Sansei - Ai No Da Capo - Fujiko's Unlucky Days (Lupin III - L'amore da capo - Fujiko's Unlucky Days)

2000 Special 12: Rupan Sansei - 1$ Manee Woozu (Lupin III - 1$ Money Wars)

2001 Special 13: Rupan Sansei - Arukatorazu Konekusyon (Lupin III - Alcatraz Connection)

2002 Special 14: Rupan Sansei - Episode: 0 ~First Contact~ (Lupin III - Episode: 0 ~First Contact~)

2003 Special 15: Rupan Sansei - Otakara Henkyaku Daisakusen!! (Lupin III - Operazione: ritorna il tesoro!!)

2004 Special 16: Rupan Sansei - Nusumareta Rupan - Copy Cat wa Manatsu no Cho (Lupin III - Lupin derubato)

2005 Special 17: Rupan Sansei - Tenshi no Sakuryaku ~Yume no kakera wa Koroshi no Kaori~ (Lupin III - Le tattiche dell'angelo)

Da ricordare, per concludere, un film dal vivo del 1974 della Toei, che rappresenta quindi il primo lungometraggio di Lupin: Nenriki Chin Sakusen (Strana Strategia Psico-cinetica). Il soggetto è di Monkey Punch e Lupin indossa per l'unica volta una giacca bianca.

Maurice Leblanc

Come già detto, Monkey Punch crea Lupin come discendente dell'omonimo protagonista delle opere di Maurice Leblanc. Nato a Rouen nel 1864, lo scrittore presenta Lupin al mondo il 15 luglio 1905, con un racconto pubblicato sulla rivista Je Sais Tout. L'arrestation D'Arsène Lupin, che doveva essere autoconclusivo, termina con l'arresto, sul transatlantico Provence, di un ladro dai modi particolari: Arsène Lupin (il preferito tra i suoi svariati nomi falsi). Ad acciuffarlo è il suo acerrimo nemico, l'ispettore della Sûretè, Ganimard. I lettori gradiscono e reclamano un seguito. Ecco quindi che il 15 dicembre dello stesso anno Leblanc pubblica Arsène Lupin En Prison, dove il ladro riesce a portare a termine un furto addirittura dalla cella in cui è stato rinchiuso. Ed è naturale, quindi, che il terzo racconto s'intitoli L'Èvasion De Lupin.
A dispetto del suo ruolo negativo, Lupin diventa un eroe popolare, dotato di stile e classe, col quale Leblanc convive sino al 1939, due anni prima della morte. Il suo Lupin è naturalmente astuto e intelligente, ma anche freddo e deciso, romantico e altruista. E' protagonista di ben 54 tra racconti e romanzi, di un'opera unica del 1908, di una commedia del 1941, di un atto unico per la radio del 1936, e di alcuni film. I romanzi ed i racconti, evidentemente disponibili in Francia, sono costantemente ristampati in Giappone, dove Lupin deve la sua celebrità anche (e soprattutto) al suo grande nipote. Sino a qualche tempo fa in Italia era possibile trovare, purtroppo, solo un volume di racconti: Arsène Lupin, Mondadori, 1987.

La musica

E' innegabile che il successo di Lupin sia imputabile in misura non trascurabile anche alle musiche che ne accompagnano le gesta. E questo per il semplice motivo che ogni canzone, ogni commento sonoro, in Lupin è sempre stato di altissima qualità, curato nei minimi particolari e soprattutto riconducibile ad un genere musicale ben preciso. Un'attenzione che non si riscontra spesso in un cartone animato. Sono vari i compositori succedutisi in questo compito e che hanno creato gli oltre 300 brani del repertorio di Lupin.
Il primo, Norio Maeda, viene scelto alla fine del 1969 per le musiche del film pilota. Il progetto è sperimentale, per cui gli si chiede di realizzare solo qualche stacchetto che sottolinei alcune scene. Maeda, dato il poco tempo a disposizione, e la scarsa conoscenza del personaggio, ritiene che il genere ideale sia il jazz, in voga alla fine degli anni '60. Lo rende però più accattivante e, per così dire, avventuroso.
La prima serie invece è affidata a Takeo Yamashita, che, da buon conoscitore del manga di Monkey Punch, crea le atmosfere musicali che ha sempre immaginato in Lupin. Rimane fedele al jazz, ma se ne serve più moderatamente. Per lo più compone brani che derivano dalla tradizione giapponese, dai ritmi del periodo (i primi anni '70), oltre a pezzi vocali accompagnati da una musica incalzante o, al contrario, lontana e frammentata.
La NTV nel 1977 contatta Yuji Ohno, un compositore che si produce da se i dischi e suona le tastiere in un gruppo chiamato You & The Explosion Band. Sarà d'ora in poi il compositore principale di Lupin. Ohno è prolifico e non limitato da generi e stili. Si trova a suo agio con la musica tradizionale, la classica, la francese, il flamenco, la samba e naturalmente il jazz, vero e proprio marchio di fabbrica del nostro ladro. Caratteristica di Ohno è l'estrema cura delle esecuzioni per le quali utilizza tantissimi strumenti. Suoi i brani più famosi e riconoscibili da tutti (anche dai semplici spettatori non particolarmente interessati), come Lovin' You Lucky, Superhero, Manhattan Joke, il famoso tema nelle varie versioni del '79, '80, ecc., la bellissima Honoo No Takaramono da Cagliostro. Tra i compositori Ohno è certamente quello che ha la parte maggiore nel successo di Lupin.
Il quarto compositore è Kioshi Miyaura a cui la TMS commissiona nel 1987 il commento musicale del film Fuma Ichizoku No Inbo. La predilezione di Miyaura è per la techno, e realizza i brani quasi totalmente al computer. Le sue canzoni sono cantate da Wami Miyaura.
Takayuki Negishi è all'opera nell'ottavo special Rupan Sansei Towairato Jemini No Himitsu - The Legend Of Twilight Gemini, del 1996, il cui tema principale si deve comunque ad Ohno.
Per finire Seiji Suzuki affianca Ohno nel quinto special, Rupan Sansei - Rupan Ansatsu Shirei, del 1993.

Il doppiaggio italiano

Anche nelle voci italiane Lupin è indimenticabile. Merito senza alcun dubbio di Roberto Del Giudice, il bravissimo, inconfondibile e storico doppiatore ufficiale del ladro, che ha contribuito in maniera determinante a dare spessore al personaggio. Celeberrima la risata che regala a Lupin, oserei dire al pari di quella di Tonino Accolla per Eddie Murphy. Per molti (anche per chi scrive, che non disprezza, ad esempio, il doppiaggio home video di Cagliostro) è lui l'unico Lupin possibile. Negli ultimi tempi, però, Del Giudice è stato oggetto di critiche. Il suo Lupin sembra essersi stabilizzato su un continuo tono demenziale, che prima ne rappresentava solo una componente, seppure rilevante. Le critiche sono in parte fondate, ma i detrattori dovrebbero tener presente un dato importante: Mediaset possiede i diritti video di Lupin e di conseguenza, pagando il doppiaggio delle versioni televisive, decide pienamente sul prodotto. Se a questo si aggiunge che la stessa Mediaset ha definitivamente bollato i cartoni animati come diretti unicamente ad un pubblico infantile, allora risulta chiaro non solo il ricorso massiccio alla censura (e gli estimatori di Lupin ne sanno qualcosa), ma anche il tono idiota appioppato a Lupin, che gli adattatori dovrebbe (sottolineo dovrebbe) essere più gradito ai bambini. Certo, nessuno è tenuto a tollerare e scusare un doppiaggio che ritiene di bassa qualità, ma sono del parere che Roberto del Giudice non abbia perso la capacità di "creare" Lupin. E se qualcuno lo ritenesse ormai in grado unicamente di fare la macchietta di Lupin, si vada a vedere il quarto volume dell'eccezionale Giant Robot, e presti attenzione al doppiaggio di Taiso.
Del Giudice è il doppiatore ufficiale, ed è presente nei due diversi doppiaggi della prima serie, quello del '79 (bellissimo) e quello dell'87 (Fininvest, non all'altezza del primo). Ma altri hanno dato voce a Lupin nel corso degli anni, come del resto è successo per gli altri personaggi. Sarebbe troppo lungo specificare in quali film, special o serie, per cui ecco il semplice elenco:

Lupin: Roberto Del Giudice (doppiatore ufficiale), Loris Loddi, Luigi Rosa, Giorgio Melazzi.

Jigen: Sandro Pellegrini (doppiatore ufficiale), Germano Longo, Raffaele Uzzi, Marco Balzarotti.

Goemon: Enzo Consoli, Vittorio Guerrieri, Massimo Rossi, Tonino Accolla, Antonio Palumbo.

Fujiko: Alessandra Korompay (doppiatrice ufficiale), Serena Spaziani, Piera Vidale, Germana Dominici, Roberta Gallina Laurenti.

Zenigata: Enzo Consoli, Marcello Prando, Maurizio Scattorin, Rodolfo Baldini, Rodolfo Bianchi.

I doppiatori giapponesi invece sono:

Lupin: come già detto Yasuo Yamada sino al 1995, poi Kin'ichi Kurita

Jigen: Kyoshi Kobayashi

Goemon: Makio Inoue

Fujiko: Eiko Masuyama

Zenigata: Gorou Naya

Lupin in Italia

In Italia Lupin è uno dei personaggi in assoluto più amati, e quasi tutta la produzione a lui relativa è disponibile in video. La qualità dei prodotti varia a seconda del produttore, ottimi quelli Yamato e, recentemente, Dynamic, molto meno Bim Bum Bam Video, ovvero Penta Video e Medusa, che abbondano spesso e volentieri in tagli e manipolazioni varie. Da segnalare assolutamente la Prima Serie, edita da Yamato in VHS e DVD, interamente rimasterizzata, con lo storico doppiaggio del '79. Il DVD contiene anche il film pilota del '69. Yamato ha in catalogo anche altri film, ma non Cagliostro, che è possibile comunque rintracciare (ne esiste anche una versione Manga Video da edicola).
La presenza italiana di Lupin è segnata anche dalla collaborazione di Monkey Punch con i Kappa Boys. Insieme hanno realizzato una storia pubblicata su Kappa Magazine 22, dal titolo Alis Plaudo, che vede Lupin tentare di rubare un manoscritto di Leonardo da Vinci. Niente male.

30° anniversario

è quello della Prima Serie, datata 1971, festeggiato in Giappone lo scorso anno con una fantastica mostra itinerante che si concluderà nel 2003. Per l'occasione è stata realizzata una scultura della banda a grandezza naturale, costata la bellezza di 2 milioni di yen, e un'altra di Fujiko fasciata da una tuta nera e abbellita da capelli sintetici. Proprio lei è il personaggio clou della mostra, e le viene riservato ampio spazio. La Harley-Davidson ha fornito le due moto usate da Fujiko, rispettivamente la FLH che compare nel primo film Rupan Sansei - Mamoo No Ichien, e la WLA di Cagliostro. Sempre in tema di Cagliostro, tra i gadget presenti, un ormai introvabile Castello, utilizzato da Miyazaki durante la produzione del film.
La mostra è stata inaugurata il 29 aprile 2001, con la partecipazione di Monkey Punch. Il 5 maggio era invece presente il grande Yasuo Otsuka.

Curiosità

Lupin è stato scelto come testimonial per tanti prodotti, ad esempio magliette, fazzoletti, ombrelli, presine (!), matite, gomme, tendine per auto, cibarie (cioccolato, ma anche Funikake, cioè alghe, pesce essiccato e spezie tritati e usati per condire il riso bollito), sigarette.
Da segnalare in particolare la Esso, che per le campagne pubblicitarie dal 1995 al 1998 ha prodotto uno spot televisivo incentrato su un tipico inseguimento alla Lupin, che miscela disegni tradizionali, computer grafica e immagini dal vero.
La JTB (Japan Travel), ha utilizzato invece dei poster del ladro, nel periodo dal marzo al maggio 2000.
Per concludere (si fa per dire), la segnalazione del musical dal vivo Lupin - I'm Lupin, del 1998.